E’ legge la facoltà di attribuire al collegio sindacale le funzioni dell’organismo di vigilanza

La legge 12/11/2011 n. 183 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (c.d. “Legge di stabilità 2012”) che entrerà in vigore a partire da gennaio 2012 prevede che, nelle società di capitali, il Collegio Sindacale, il Consiglio di Sorveglianza e il Comitato per la Gestione possano svolgere le funzioni dell’Organismo di Vigilanza.

La norma lascia dunque alla singola società la facoltà di procedere o meno in tal senso. Spetta infatti solamente alla stessa, dopo un’accurata auto-analisi decidere quale percorso seguire, se mantenere o nominare un Organismo di Vigilanza o porre in capo ad uno degli altri soggetti previsti dalla nuova norma le attribuzioni dell’Organismo stesso.

In particolare l’azienda, nel detto percorso di analisi, dovrebbe verificare:

  • la formazione professionale dei componenti del Collegio (o, a seconda dei sistemi implementati, degli altri Soggetti autorizzati dalla nuova norma). La materia contabile è solo una delle competenze necessarie a svolgere efficacemente la vigilanza sulla corretta applicazione del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo e sulla sua adeguatezza. Ad essa si devono necessariamente aggiungere altre competenze, quali quelle di organizzazione aziendale e giuridiche;
  • la possibilità di operare concretamente un risparmio di costi attribuendo le funzioni dell’Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale;
  • l’effettiva maggior snellezza del controllo in ipotesi di “unificazione delle funzioni” a parità di efficacia dello stesso. Sarà in questo caso la mappatura dei rischi, l’analisi della complessità dei processi aziendali e la costruzione di una “matrice degli impatti” delle conseguenze della concretizzazione delle varie tipologie di reato a suggerire o meno l’esigenza di un sistema di controllo maggiormente rinforzato con il concorso di più soggetti ad esso preposto.

Infine una considerazione importante che travalica ogni aspetto particolaristico. Ciò che appare con chiarezza è il fatto che la “tematica 231” è una realtà che sta, sempre più con maggior forza, occupando il suo legittimo spazio nel panorama italiano della compliance aziendale.