Come pagare le imposte in ritardo

L’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi e dell’Iva, nonché l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta, possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:

  • dell’imposta dovuta
  • degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito
  • della sanzione in misura ridotta.

Per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 la sanzione è pari:

  • al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta (ravvedimento breve)
  • al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo) .

Inoltre, per i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i quattordici giorni successivi alla scadenza, l’art. 23, comma 31, del decreto legge n. 98/2011, ha previsto la possibilità di ridurre ulteriormente la misura della sanzione ridotta. In particolare, la sanzione si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento dell’imposta è effettuato entro quattordici giorni dalla scadenza e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di trenta giorni dalla scadenza.

Fonte: Agenzia Entrate

Il ravvedimento non è valido se manca il pagamento anche di uno solo degli importi dovuti (imposta, interessi, sanzioni).

Tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi Unico, Irpef, Ires, Irap e Iva

Per tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi si intende la trasmissione telematica del modello dichiarativo entro 90 giorni dalla data di scadenza.  Oltre questo lasso di tempo la dichiarazione si considera definitivamente omessa.

L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi è disciplinata dall’art. 1, comma 1, del D.lgs 471 del 1997, il quale prevede una sanzione dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute con un minimo di Euro 258. Se non sono dovute imposte la sanzione parte da un minimo di Euro 258 fino ad un massimo di Euro 1.032.

Il contribuente che alla scadenza della presentazione della dichiarazione  non trasmette il modello dichiarativo, ha altri novanta giorni per non incorrere nelle sanzioni previste dal D.lgs 471 e presentare la dichiarazione in modo tardivo con il ravvedimento operoso, pagando le sanzioni in misura ridotta.

Il ravvedimento operoso, relativo alla presentazione tardiva della dichiarazione dei redditi,  è disciplinato dall’art. 13, comma 1, lett. c), del D.lgs 472 del 1997. Il quale consente al contribuente di regolarizzare la propria posizione, entro e non oltre novanta giorni, pagando la sanzione minima di Euro 258 con la riduzione a 1/10, ovvero Euro 25,82. Continue reading

Le aliquote IRPEF negli avvisi di accertamento

Obbligo di indicare negli accertamenti le aliquote IRPEF applicate per determinare l’imposta.

Norma semplice, ma interpretazione della Cassazione complessa e contraddittoria.

L’art. 42, titolato “ Avviso di accertamento”, del dpr 600/73 prescrive: “ …. L’avviso di accertamento deve recare l’indicazione dell’imponibile o degli imponibili accertati, delle aliquote applicate e delle imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni,…. L’accertamento è nullo se l’avviso non reca la sottoscrizione, le indicazioni e la motivazione di cui al presente articolo.” Continue reading