Con il DM 30 Novembre 2013  i soggetti IRES, diversi dalle banche, relativamente agli acconti (IRES e IRAP) subiscono un nuovo ed ulteriore incremento di 1,5% (totale 102,5%); mentre per le banche l’acconto raggiunge la misura del 130%. Inoltre viene abrogata “parzialmente” la seconda rata IMU per determinate categorie di soggetti.

Subiscono delle modifiche anche i termini di versamento che vengono prorogati al 10 dicembre 2013 (se il periodo d’imposta coincide con l’anno solare). I soggetti che beneficiano della proroga sono tutti i soggetti IRES, per il versamento della seconda o unica rata di acconto deve essere eseguito. Coloro i quali hanno un periodo di imposta diverso dall’anno solare devono versare il secondo o unico acconto entro il giorno 10 del dodicesimo mese del periodo d’imposta.

Per il periodo d’imposta 2014, invece, tutti i soggetti IRES, compresi quelli esercenti attività nei settori finanziari, creditizi e assicurativi, calcoleranno l’acconto dell’IRES (e, conseguentemente, dell’IRAP) in misura pari al 101,5%.

Nulla cambia per i soggetti IRPEF, in capo ai quali rimangono invariati sia il termine di pagamento, fissato ad oggi (2 dicembre 2013), sia la misura, pari al 100%.

Relativamente all’IMU, con la pubblicazione n.182 del 30 Novembre 2013 in Gazzetta Ufficiale, è stato approvato il D.L. n. 133 del 2013 (cd “Decreto IMU”),  la seconda rata 2013 non è dovuta (totalmente o parzialmente) per i seguenti immobili:
– l’abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati di maggior pregio classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

– le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell’art. 93 del DPR n. 616/1977 (es. ATER);

– l’excasa coniugale assegnata al coniuge in seguito ad un provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

– l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, purché non censito nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia;

– i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola;

– i fabbricati rurali ad uso strumentale che posseggono i requisiti contenuti nel comma 3-bis dell’art. 9 del DL n. 557/93 (conv. L. n. 133/94).

Si noti fin d’ora che, rispetto alla norma contenuta nell’art. 1 comma 1 del DL 102/2013 (conv. L. 124/2013), che aveva eliminato la prima rata dell’IMU 2013 per alcune tipologie di immobili, non sono più contemplati dalDL n. 133/2013 i terreni agricoli posseduti da altri soggetti che non siano coltivatori diretti o IAP ed i fabbricati rurali ad uso abitativo (eccetto quelli adibiti ad abitazione principale, che rientrano tra quelli che possono beneficiare della norma agevolativa).

Potranno beneficiare, altresì, della disposizione di favore contenuta nel citato comma 1 dell’art. 1 gli immobili assimilati, ai fini dell’IMU, all’abitazione principale.
In particolare, si tratta dell’equiparazione che può essere deliberata dai Comuni con riferimento:
– all’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;
– all’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata;
– all’unità immobiliare e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/ 8 e A/9, concessa in comodato dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale.

Ebbene, tutte le fattispecie di immobili contemplate dal menzionato comma 1 (compresi quelli assimilati dai Comuni all’abitazione principale) potranno beneficiare dell’abolizione, totale oppure parziale, della seconda rata dell’IMU 2013.
Nel caso in cui i Comuni abbiano deliberato per l’anno 2013 delle aliquote superiori a quella di base stabilita dalla norma (l’aliquota di base per la generalità degli immobili è pari allo 0,76% ai sensi dell’art. 13 comma 6 del DL n. 201/2011, conv. L. n. 241/2011, mentre quella prevista per l’abitazione principale e relative pertinenze è pari allo 0,4% ai sensi del successivo comma 7) tutti coloro che rientrano nella disposizione contenuta nel comma 1 dell’art. 1 del DL n. 133/2013 dovranno versare il 40% della differenza entro il 16 gennaio 2014.

Non dovranno versare nulla entro il 16 gennaio 2014 e beneficeranno quindi della totale abolizione della seconda rata dell’IMU 2013 i possessori dei sopraelencati fabbricati (abitazioni principali, ex casa coniugale, ecc.) siti in Comuni che hanno mantenuto l’aliquota e la detrazione di base, in relazione a ciascuna tipologia di immobile.

Salvo future modifiche o chiarimenti ufficiali di senso contrario, i calcoli da eseguire dovrebbero essere quelli indicati di seguito.
Ipotizziamo un immobile adibito ad abitazione principale nel Comune di Torino, posseduto al 100% per l’intero anno 2013. La rendita catastale (da rivalutare del 5%) è pari a 1.000 euro.
Aliquota deliberata dal Comune di Torino per l’anno 2013: 0,575%.
Detrazione per l’abitazione principale deliberata dal Comune di Torino per l’anno 2013: 200 euro.
L’IMU per l’intero anno 2013 sulla base dell’aliquota e detrazione 2013 deliberate dal Comune è pari a 766 euro.
L’aliquota e la detrazione base previste per l’abitazione principale e relative pertinenze, invece, sono rispettivamente pari allo 0,4% e 200 euro.
L’IMU per l’intero anno 2013 calcolata sulla base dell’aliquota e della detrazione di base, quindi, è pari a 472 euro.
La differenza tra l’IMU annuale calcolata secondo le aliquote comunali per il 2013 e quella calcolata su quelle base stabilite dalla norma è pari a 294 euro (766 euro-472 euro).
Quindi, 117,6 euro, che rappresentano il 40% di tale differenza, dovranno essere versati entro il 16 gennaio 2014 dal proprietario di tale abitazione principale.

Infine, si segnala che nel testo del DL n. 133/2013 non è presente la disposizione che modifica la data, che rimane ferma al 9 dicembre 2013, entro cui dovranno essere pubblicate, sul sito istituzionale del Comune, le delibere e i regolamenti IMU per l’anno 2013 affinché acquisiscano efficacia.

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