IVA: La Stabile Organizzazione. Regole diritti e obblighi in Italia.

La Stabile Organizzazione di una società non residente in Italia è regolata dall’art 17 del Dpr 633/72, che la equipara, indirettamente, ad un soggetto passivo residente, pertanto deve adempiere tutti gli obblighi previsti dalla legge (inizio attività, acquisizione partita Iva, dichiarazioni, liquidazioni, ecc).

I soggetti non residenti se effettuano acquisti/cessioni in Italia possono scegliere di istituire una Stabile Organizzazione per  assolvere agli obblighi fiscali e contabili.
Una società estera con Stabile Organizzazione in Italia è a tutti gli effetti un soggetto passivo d’imposta per tutte le operazioni di acquisto e vendita effettuate nel territorio nazionale direttamente dalla casa madre o dalla Stabile Organizzazione, fermo restando che sarà sempre la Stabile Organizzazione, con partita iva italiana, ad assolvere gli adempimenti fiscali in Italia. Continue reading

Il collegio deve vigilare sul modello di organizzazione

ORGANISMO DI VIGILANZA E COLLEGIO SINDACALE: LE DUE RUOTE DI UN MEDESIMO VEICOLO, IL D.LGS 231/01.

Tradizione e innovazione si incontrano nel Decreto Legislativo 231/01: l’organo di controllo “storico” , il Collegio Sindacale, entra in sinergia con il “nuovo”, l’Organismo di Vigilanza, a creare un tandem ad elevato valore aggiunto nell’ambito del controllo aziendale.

L’Organismo di Vigilanza è il soggetto deputato a “vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo e di curarne l’aggiornamento”, mentre il Collegio Sindacale “vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed il particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo corretto funzionamento”. Continue reading

Sanzioni mancata chiusura Partita IVA. Come chiuderla?

Martedì 4 Ottobre scade il termine entro cui pagare la sanzione ridotta di Euro 129 per chiudere la partita iva inattiva da oltre tre anni, tramite il modello F24.
[stextbox id=”info”]La sanzione prevista, per chi non aderisce al condono e non ha presentato le dichiarazioni per tre anni consecutivi, è di minimo € 516 fino ad un massimo di €2.065.[/stextbox]

Come chiudere la partita iva inattiva entro il 4 Ottobre? Come compilare il modello.

Per chiudere la partita iva inattiva basta compilare il modello “F24 versamenti con elementi identificativi”.
Nella sezione “Contribuente” vanno riportati i dati anagrafici e il codice fiscale; nella sezione “Erario e altro” il campo “Tipo” deve riportare la lettera “R“; nel campo “Elementi identificativi” va riportata la partita iva da chiudere, nel campo “Codice” indicare il codice tributo 8110; infine, nel campo “Anno di riferimento” riportare l’anno solare in cui è stata cessata l’attività.

Non occorre presentare il modello AA7/AA9 e non è possibile compensare € 129 con altri crediti.

Lo Studio Pizzuto assiste gli utenti nella chiusura della propria partita iva inattiva. Per maggiori informazioni scrivere a segreteria@studiopizzuto.com